Videolezioni
La progettazione e la gestione delle attività didattiche debbono attualmente confrontarsi con le profonde modificazioni che l'era dell'immagine e dell'informazione ha introdotto nei modelli comunicativi, nonché con la grande opportunità offerta dalla disponibilità di nuovi strumenti per la costruzione degli itinerari formativi.
I processi innovativi di insegnamento apprendimento includono l'uso di singoli programmi o di pacchetti didattici audiovisivi modulari e multimediali, che utilizzano i linguaggi dei vari media, alternandoli e dosandoli opportunamente in funzione dei prerequisiti dei fruitori, dei contenuti disciplinari e degli obiettivi didattici.
Uno dei motivi fondamentali per cui si ricorre all'uso del video nella comunicazione didattica è la peculiarità di questo media di riunire in un unico episodio comunicativo molti codici informativi.
Nel video il messaggio, cioè il contenuto didattico, viene trasmesso al suo destinatario sia per mezzo di codici convenzionali (la lingua, i numeri) in cui l'associazione tra i segni e i loro significati è frutto di un accordo condiviso, sia per mezzo di codici analogici (suoni, musica, immagini) in cui quell'associazione è data da una correlazione spontanea. Questa ricchezza di codici permette di utilizzare, nei processi di apprendimento, i due grandi percorsi mentali di accesso alle informazioni ed alla loro elaborazione, cioè di "parlare" ad entrambi gli emisferi cerebrali preposti: il sinistro alle percezioni visive ed alle operazioni di analisi; il destro alle percezioni acustiche ed alle operazioni di sintesi.
II video si configura dunque come una struttura semantica complessa, che trasmette in maniera unidirezionale un discorso articolato tramite molteplici livelli di informazione e utilizzando molti codici.
II suo linguaggio, come ogni linguaggio, è uno strumento. La ricchezza dei codici espressivi, che gli conferisce le specifiche proprietà semantiche e sintattiche, non lo rende di per sé uno strumento comunicativo migliore di altri.
La valenza educativa della comunicazione video non risulta infatti semplicemente dalla somma dei messaggi trasmessi dai diversi codici, ma risiede nella possibilità di creare una comunicazione del tutto nuova, data dalla correlazione tra i diversi livelli di espressione filmica (testo, audio d'ambiente, immagini grafiche, fotografia, musiche) e dalla loro congruità con il contenuto. E risiede soprattutto nell'uso che ne viene fatto nella pragmatica della comunicazione didattica.
E' dunque importante sapere come utilizzare i codici espressivi del video per raggiungere gli obiettivi educativi e come inserire l'uso di questo strumento nella dinamica dell'interazione formativa, in modo che esso sia d'aiuto alla comunicazione fra docente e discente e non divenga un diaframma che isoli il formatore nel ruolo di somministratore ed il discente nel ruolo di fruitore passivo del "prodotto educativo".
L'uso del video può allora essere inteso come un modo per mettere in evidenza i punti importanti del discorso formativo sottoforma di stimoli alla partecipazione attiva. In questo modo il video non funziona come un prodotto chiuso, ma rinvia ad un'attività del discente e lo stimola a porsi le domande giuste rispetto ai propri obiettivi di apprendimento; a cercare attivamente le risposte elaborando tutto il materiale proveniente dagli strumenti didattici, dal confronto col docente, dall'esperienza personale, dalla pluralità dei messaggi del contesto sociale.
Da tutto questo risulta la centralità della figura del docente. A lui spetta il compito di dare impulso e di sostenere questa dinamica educativa. A lui vengono richieste la conoscenza strutturale e comunicativa del materiale usato; la conoscenza dei suoi allievi in termini di prerequisiti, cultura ed attese; la gestione degli strumenti di supporto; la regia dei momenti di riflessione e di dibattito e l'animazione della dinamica di gruppo; l'organizzazione di lavori finalizzati al problem solving, agli approfondimenti, alla verifica.
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